21-01-2020 - Un anno formativo quello svolto dai ragazzi del Servizio civile regionale 2019-20: le loro testimonianze sono molto utili per capire nel concreto quali sono state le aree d'azione e capire il riscontro ottenuto in merito a competenze e professionalità.

 

Area assistenza.

 

Valentina ha svolto l'anno di Servizio civile presso l'ufficio turistico della Pro loco di Longarone. Ha prestato servizio presso l'ufficio informazioni, il museo del Vajont e ha gestito le prenotazioni della sala del centro culturale locale. In periodo estivo, ha gestito le molte richieste realtive a sentieristica, vie ciclabili, ecc. oltre a seguire l'aspetto social per la promozione.

Abdoulaye, presso il Cantiere della Provvidenza di Belluno, ha seguito laboratori artigianli affiancando persone con disabilità e ha affiancato gli stessi negli spostamenti dalla stazione al luogo di lavoro. La sua esperienza è descritta come positiva: a Abdulaje è servito per sviluppare competenze come l'apprendimento della lingua italiana, la puntualità, il relazionarsi con altre persone.

Con l'Aipd (Associazione italiana persone Down) Belluno, Claudia ha invece seguito molte attività di formazione, tra le altre mansioni di coordinamento e segreteria, laboratori di lettura: un percorso di crescita personale e autostima, come descritto dalla stessa. Ha seguito adulti (progetti di semi-residenzialità), adolescenti in percorsi di autonomia e giovani da 6 a 12 anni in progetti culturali e sulla sessualità.

Giulia, con l'associazione Belluno Donna, ha collaborato alla realizzazione di progetti di prevenzione sul territorio, che hanno coinvolto anche le scuole, e a corsi di formazione per operatrici nel settore anti-violenza; un'esperienza, charisce Giulia, che l'ha formata sia da un punto di vista professionale che personale.

 

Area cultura.

 

Sara ha prestato servizio presso l'ufficio protocollo del Comune di Taibon Agordino: una possibilità, secondo la giovane, di apprendere un lavoro nuovo che richiede competenze trasversali.

Lisa si è impegnata presso la biblioteca civica di Sospirolo: tra i suoi incarichi la catalogazione di libri, il servizio di interprestito, ma ha anche seguito laboratori didattici con le scuole elementari e la promozione social dell'ente.

Michael ha svolto servizio presso l'ufficio commercio del Comune di Sedico, un impiego che ha richiesto capacità di problem solving proprio per alcune criticità sollevate dal lavoro stesso.

 

Protezione civile.

 

Anche Diego ha avuto riscontro positivo, operando per la Croce Verde della Protezione civile di Alleghe. Ha svolto mansioni d'ufficio, seguendo le richieste di forniture di materiale e organizzando i turni mensili o la ricerca di volontari, oltre a lavori più pratici come la sanificazione delle ambulanze. Una problematica importanta riscontrata da Diego, in generale, è la carenza di volontari; l'esperienza a lui è servita e il consiglio ai giovani è quella di affrontarla per i grandi obiettivi di accrescere la propria sicurezza e le competenze in campo lavorativo.

 

Ecco le testimonianze dirette dei ragazzi che hanno svolto Servizio civile regionale nell'area feltrina.

 

Mi chiamo Emiliana, ho 22 anni e sono una laureanda in Psicologia dell’educazione. A 18 anni ho deciso di partire alla volta dell’Inghilterra per vivere un’esperienza in un centro diurno per utenti con problemi di dipendenze varie. Immediatamente sono rimasta affascinata da questo mondo e ho cominciato a dare una direzione al mio percorso di studi. La svolta decisiva però è arrivata quando ho saputo del Servizio civile, progetto sociale di un anno. Il volontariato, che quotidianamente svolgo presso la Cooperativa Dumia, mi fa stare a stretto contatto con la realtà attinenti al tema dipendenze del territorio riempiendo le mie settimane da nove mesi a questa parte.

Le attività che svolgo all’interno della struttura sono diversificate. Per la maggior parte del tempo affianco gli operatori nelle attività quotidiane, con gli utenti invece svolgo le faccende esterne prettamente di accompagnamento.

Adiacente alla comunità vi è un appezzamento di terra che, con quotidiana dedizione, i ragazzi della comunità e i vari tirocinanti selezionati coltivano; è stato possibile ampliare questo settore con l’aggiunta di due serre nel comune di Santa Giustina. L’idea principale è che questa attività sia propedeutica per gli ospiti, in quanto insegna il rispetto e l’importanza di prendersi cura di se stessi e degli altri. La fattoria sociale offre inoltre a tutti la possibilità di entrare a contatto con il mondo degli animali

Per comprendereal meglio questa realtà si dovrebbe viverla, in tutti i suoi ambiti, perché arricchisce sia la mente che il cuore.

 

Emiliana

 

Mi chiamo Bilal, ho 29 anni, vengo dal Pakistan e sono in Italia da quasi tre anni. Mi sono laureato in economia e commercio in Pakistan e il primo lavoro è stato nell'ambito della contabiltà, poi ho lavorato come insegnante delle stesse materie.

La sede in cui ho svolto il primo anno di Servizio civile è la comunità educativa diurna “Portaperta Belluno”. Essa svolge un'attività di sostegno ai minori in difficoltà e alle famiglie con disagio di tipo sociale; si occupa dei minori sia dal punto di vista educativo sia dando supporto nello svolgimento dei compiti.

Al momento, nella struttura, sono presenti cinque minori che richiedono un costante rapporto uno ad uno sia per difficoltà in ambito scolastico sia per disturbi comportamentali.

Solitamente, durante le giornate, affianco l'educatore di turno nella gestione delle mansioni quotidiane e soprattuto nella gestione dei minori.

I momenti in Comunità che più mi hanno arricchito sono sicuramente l'ora del pranzo e della merenda tra ragazzi ed educaori. Un momento sicuramente caotico, ma anche molto gioioso, dove i ragazzi riportano le cose fatte a scuola e da qui nascono spesso grandi discussioni e dinamiche di gruppo.

Dopo quest'esperienza mi piacerebbe continuare a operare in un ambiente sociale a contatto con ragazzi adolescenti per poter essere utile in una progettualità educativa per loro.

Ho scelto di svolgere il Servizio civile presso la Comunità educativa perché volevo scoprire un ambiente di lavoro che non conoscevo e soprattutto per restare a contatto con ragazzi adolescenti per poterli aiutare con le risorse e le capacità che la mia formazione mi ha dato.

Le mie mansioni sono state di supporto agli educatori, ritagliandomi anche del tempo per instaurare dei legami significativi con alcuni ragazzi, svolgendo insieme ai minori delle attività strutturate e pensate in autonomia (attività sportiva, ripetizioni di inglese, cucina, uscite per passeggiate).

 

Bilal

 

Sono Laura, ho vent’anni e presto Servizio Civile presso il Centro Giovani a Feltre anche se, fisicamente, mi trovo in Ufficio Cultura.

Ho saputo di questa opportunità tramite un'amica; mi sembrava un’ottima scelta come prima esperienza lavorativa dopo la maturità, oltre ad una possibilità di crescita personale.

Nella sede in cui opero da ormai otto mesi mi sono sempre trovata bene e col tempo sono riuscita a instaurare un ottimo rapporto con le persone che mi circondano in ambito lavorativo.

Nella mia sede di servizio svolgo molte attività, che variano di giorno in giorno.

Tuttora mi sto occupando di un corso di computer, tablet e smartphone per le persone over 65; il compito che mi è stato assegnato è di spiegare alle persone come si usano gli apparecchi tecnologici.

Questo corso mi ha dato molte soddisfazioni; sentirsi dire anche solo un “grazie” è stato molto gratificante per me.

Mi sono occupata anche di un progetto, chiamato Progetto Family, in cui il Comune di Feltre dà in comodato d’uso, ai negozianti che decidono di aderire, degli arredi tra cui fasciatoi, tavolini, scaffali, sedie, giochi per bambini, colori, in modo che i clienti possano utilizzarli in caso di necessità quando si trovano fuori casa.

Mi è piaciuto molto occuparmi di questo progetto: ho preparato i contratti di comodato, sono andata di persona dai negozianti a distribuirli, ho attaccato le etichette di inventario agli arredi, ho seguito la segreteria. Tutto ciò mi è servito molto poiché dovevo incontrare ogni giorno persone diverse, relazionarmi e interagire con loro, migliorando quindi il mio modo di rapportarmi con le persone.

Svolgo anche mansioni di ufficio come utilizzare il computer per scrivere le newsletters e gli eventi che andranno poi pubblicati su Visit Feltre e utilizzo Excel.

Sono molto soddisfatta perché i lavori sono vari e mai monotoni.

Dopo otto mesi mi sono resa conto di aver fatto una grande crescita personale: ho imparato ad essere più responsabile, a saper usare al meglio i programmi sul computer, ma soprattutto ho superato la mia timidezza e ho imparato a relazionarmi con persone a me estranee.

 

Laura

 

Sono Silvia, ho 27 anni e sto svolgendo il mio anno di servizio civile all'Ufficio Cultura del Comune di Feltre.

Non è la mia prima esperienza lavorativa: sono tuttora babysitter e ho partecipato a svariati progetti Erasmus+ anche nel ruolo di group leader e facilitator.

L'Uffico Cultura organizza e coordina manifestazioni, attività e progetti di carattere culturale e sportivo legate alla città.

Durante quest'anno mi sono occupata di svariate mansioni: telefonate, mail, fotocopie, pubblicazioni social, concessione di patrocini, attività di volantinaggio e diffusione di locandine, lavori manuali e organizzazione diretta delle manifestazioni.

La maratona di lettura dedicata ad Antonio Scurati è stata un'esperienza impegnativa e gratificante. La formula della maratona prevede un'intera giornata di appuntamenti di lettura ad alta voce, durante i quali i libri dell'autore sono proposti in ambienti e luoghi insoliti della città.

Sotto la supervisione della mia olp per tre mesi ho lavorato alla manifestazione e ho avuto spazio per suggerire alcune mie idee, come nel caso della scelta delle musiche che avrebbero accompagnato i brani.

 

Mi aveva incuriosita anche un progetto del Comune con SlowMachine per il quale stavo preparando la presentazione breve per la conferenza stampa. Ho deciso di partecipare a questa sperimentazione teatrale multiculturale che si è rivelata essere una grande esperienza, conclusa in bellezza al teatro de la Sena.

 

Ho avuto anche la possibilità di integrare le mie ore di servizio in uno scambio Erasmus+ ad agosto in Spagna, nella provincia di Girona, a Puigpardines. Sono da sempre una sostenitrice dell'educazione non formale e quella settimana è stata preziosa. Il risultato più concreto è stata la creazione di una canzone rap.

 

Ogni esperienza è stata un valore aggiunto al bagaglio personale e sono molto grata della disponibilità dell'ente e dell'Unione Montana; ho la consapevolezza che quest'anno di servizio civile stia contribuendo in modo significativo a modellare la persona che sto diventando. Credo molto nella città in cui sono nata e cresciuta ed era arrivato il momento di restituire qualcosa in modo attivo per tutte le opportunità ricevute.

 

Silvia

 

Sono Andrea; dopo essermi diplomato in grafica pubblicitaria, ho lavorato in azienda per circa un anno con l'incarico principale di modificare immagini e realizzare texture per la stampa diretta all'occhiale ed altra oggettistica; non soddisfatto seppur gratificato per i lavori svolti ho deciso di approfondire le mie conoscenze seguendo un corso (post diploma) triennale nel settore del restauro dei beni culturali.

Terminato il percorso mi sono spostato in Toscana lavorando nel restauro per alcune stagioni.

Parallelamente ho parteciato attivamente a varie esposizioni collettive e a diverse performance artistiche. Ho realizzato opere murali di grandi dimensioni a secco e a fresco lavorando sia in regione che all'estero presso enti pubblici e privati.

 

Al momento svolgo l'attività di servizio civile presso la Magnifica Comunità di Cadore.

All'interno dell'ente il mio compito è in grossa parte culturale, ma, se si presenta necessità, do una mano con le conoscenze acquisite. Le attività si svolgono principalmente attorno alla casa natale di Tiziano Vecellio e al palazzo della Magnifica con l'annesso museo archeologico cadorino; accolgo i visitatori, spesso li accompagno nelle visite illustrandoli da volontario il possibile.

 

Sotto la guida dell'Olp ho partecipato alla realizzazione della mostra per i 50 anni dalla morte del pittore novecentesco Masi Simonetti.

In primo luogo c'è stato lo studio degli scritti e delle opere dell'artista, poi, partendo dalle catalogazioni, sono stati selezionati i pezzi. È stato realizzato un catalogo della mostra e abbiamo allestito alcuni spazi espositivi.

Poi ho collaborato alla mostra “Dolomiti a Colori” in occasione dei 10 anni dell'entrata delle Dolomiti nel patrimonio Unesco, che raggruppava in prevalenza opere pittoriche provenienti dal patrimonio pubblico del Cadore con pitture dal 1800 ai moderni.

Inoltre ho seguito altre tre mostre realizzate in Magnifica, delle quali due di pittori contemporanei (Maurizio De Lotto, Mario Testa, Nanni De Biasi e Roberto Bianchi).

Prestare servizio civile è una buona cosa; ho visto una possibilità per entrare in un ambiente inerente ai miei interessi e necessità, utile alla mia formazione professionale e diretto alle mie aspettative future. L'ho trovato utile e di crescita personale nella sfera relazionare, culturale e tecnica.

Non so se sia fortuna o no ma le aspettative iniziali sono già state adempite; quando si riesce a dare c'è soddisfazione e a volte stancarsi un poco fa bene.

 

Andrea

 

Mi chiamo Martina, ho studiato per diventare educatore professionale, ma per mancanza di lavoro subito dopo la mia laurea e per voglia di sperimentare tutti gli ambiti in cui la mia figura professionale esiste, ho deciso di svolgere il SC presso una struttura della Cooperativa Portaperta di Feltre, nello specifico presso il centro diurno per persone con disabilità “La Birola” a Pedavena. Prima di quest’esperienza ho lavorato per due anni in un’associazione del mio comune che proponeva un doposcuola per ragazzi con difficoltà scolastiche e sociali. In concomitanza con l’inizio del SC, ho lavorato presso un asilo dell’infanzia come maestra del dopo-asilo al di fuori dell’orario curriculare per l’intero anno scolastico. Grazie agli studi svolti, ai miei interessi e alle esperienze pregresse, lavorative e non, ho capito che la mia strada non è dove c’è la “normalità”, così come viene intesa ma, al contrario, la “non normalità” o l’essere speciali. Il SC ha impegnato da subito tutte le mattine, richiedendo l’investimento del mio tempo in qualcosa che dapprima credevo avrebbe arricchito il mio curriculum, ma da subito si è rivelato tutt’altro.

Entrare alla Birola è come entrare in una grande famiglia con le proprie tempistiche, le proprie abitudini e con i ruoli già ben definiti, intendendo che tutti hanno un ruolo all’interno delprogramma quotidiano del servizio. Ogni ragazzo ha una sua routine che s’intreccia ed esiste insieme a quella degli altri, noi operatori compresi. Quest’esperienza dà la possibilità di esprimere se stessi come operatori e utenti e di entrare a far parte di una famiglia vera e propria. Dopo un primo periodo sono diventata Martina “Civilina”, non male come cognome!

I civilini presso il servizio vengono messi subito a conoscenza delle attività che svolgono i ragazzi nella settimana. Alcune attività consistono nell’accompagnamento dei ragazzi in uscite programmate o presso i vari laboratori dentro sede o fuori sede come i laboratori di telaio, ceramica, falegnameria, confezionamento.

Ho potuto appurare che più l’intervento è strutturato e individualizzato, più aumenta la qualità e, di conseguenza, la possibilità di divertirsi e far divertire.

Parlando del servizio, mi hanno spesso chiesto: “Stai svolgendo il lavoro per il quale hai studiato?” La risposta effettivamente è stata negativa. In verità, ho studiato e approfondito altri ambiti ma, se sono entrata credendomi abile, mi sono resa conto di essere al 100% disabile in quanto la differenza tra me e una ragazza in sedia a rotelle sta nel fatto che io ho le gambe funzionanti e lei no. Infatti, è dai cosiddetti “disabili” che ho imparato a preparare, anche solo in parte, una bomboniera per qualsiasi occasione, a fare un tappeto usando un telaio in legno, a conoscere i passaggi della lavorazione del legno ecc. Tutte queste sono cose che non si possono mettere nel curriculum ma, fidatevi, valgono molto, davvero molto.

Tuttavia tra tutte le esperienze positive, c’è un aspetto negativo: mi riferisco alla sfera emotiva.

Salutare tutto questo, dopo un anno di lavoro, sarà non impossibile, ma impegnativo. Mettere a disposizione degli altri la propria persona per imparare significa “rubare con l’occhio” strategie di vita per crescere quasi esclusivamente come persona migliore e con più consapevolezza di come vivano, o meglio sopravvivano, alcune realtà di vita come queste, che guardano al benessere delle singole persone, nella singolarità dei loro bisogni specifici.

 

Martina

 

Mi chiamo Manuel, ho 27 anni e presto servizio presso l'ufficio tecnico di Lamon, che è anche dove risiedo, nel progetto di salvaguardia del territorio. Quest'anno ho deciso di intraprendere questa nuova esperienza ripresentando domanda come avevo già fatto nel lontano 2012 (ai tempi più per necessità di trovare un impiego che per crescita personale) mentre quest'anno è stata per me una scelta indipendente. Dopo che mi sono diplomato nel 2011 presso il liceo economico per il turismo a Fiera Di Primiero, mi sono cimentato subito alla ricerca di un lavoro. Il servizio civile sicuramente in termini economici non ti soddisfa pienamente, ma io al momento non cambierei l'esperienza che sto maturando quest'anno. Passare da essere un numero che da un giorno all'altro può essere senza nessun preavviso sostituito o rimosso a diventare comunque una risorsa per il paese che ami e dove vivi è impagabile, credo. Insieme al servizio civile, sono riuscito sempre ad incastrare altre attività come l'autista dei pulmino di una squadra di calcio ed il grest estivo a Lamon, cercando così di attenermi comunque al servizio civile, mettendomi quindi a fare un servizio per gli altri. Nel corso dell'anno ho avuto la possibilità di collaborare con più realtà, come la pro loco, la Valpe ambiente, e anche con diversi organi del nostro comune, concentrandomi in maniera particolare nella raccolta differenziata dei rifiuti, organizzando diversi incontri nel paese, facendo dei sopralluoghi con il vigile e imparando anche quanto poca importanza si stesse dando alla cosa. Oltre a questo, ho partecipato attivamente ai piani di sicurezza delle manifestazioni locali e a quella del passaggio del giro d'Italia a Lamon. Concludo dicendo che se fosse possibile farlo per un altro anno non ci penserei minimamente; consiglio veramente a qualsiasi giovane che ha attitudine nell'aiutare il prossimo ad iscriversi e a godersi questi splendidi dodici mesi.

 

Manuel

 

Sono Roberta. Conclusa la triennale di Scienze e Tecniche Psicologiche a Trieste, ho conseguito la laurea magistrale in Psicologia di Comunità a Padova. Dopo un anno di tirocinio presso due case di riposo, ho superato l’esame di stato per l’abilitazione alla professione.

Per il momento svolgo attività di vendita diretta. Collaboro alla realizzazione ed alla vendita occasionale di creazioni artigianali nei mercatini, curandone anche l’aspetto promozionale, in modo amatoriale. Per qualche anno ho svolto l’educatrice nelle attività estive del paese.

Mi descriverei come una persona riservata, emotiva, spesso scettica, ma fantasiosa, testarda e creativa.

Ho spesso sentito parlare del Servizio Civile come un’esperienza formativa. Era da qualche anno che volevo partecipare, ma varie vicissitudini me l’hanno sempre impedito. Avendo quasi 29 anni, questa sarebbe stata l’ultima occasione e, questa volta, non volevo lasciarmi sfuggire quella che pensavo fosse un’opportunità di sviluppo e di formazione personale e professionale. Così è iniziata questa esperienza presso il Comune e la Biblioteca Civica di Lamon.

Fin dall’inizio sono stata catapultata in una realtà per me nuova, non avendo mai avuto esperienze in ambito prettamente amministrativo. Ho toccato con mano e coadiuvato alcuni aspetti salienti dell’amministrazione, come: la rilevazione presenze del personale, la contabilità, i bandi per il sociale, come le agevolazioni per persone in stato di disagio oppure l’assistenza domiciliare e la gestione dei pasti. Mi sono occupata dell’aspetto pubblicitario e di creazione/distribuzione di manifesti per le iniziative locali e non. Ho stilato un progetto per un bando regionale (ottavo in graduatoria) ed ho collaborato ad un progetto per realizzare attività socio-educative.

Soprattutto, però, ho potuto proporre e vedere in parte realizzati idee e progetti su mia proposta. In particolare ho stilato e realizzato in ogni sua parte, un progetto rivolto agli anziani ed alla Comunità. Uno degli esiti è stato un libro.

Attraverso il ritrovo comunitario, la lettura, l’ascolto attivo, la condivisione di brani riguardanti la storia e le tradizioni del proprio Paese si voleva:

  • offrire uno spazio d’interscambio ed aggregazione socioculturale,
  • raggiungere e coinvolgere una fascia di popolazione per la quale vi sono poche attività nel territorio,
  • apportare benefici, non solo a livello socio-relazionale, ma anche a livello di benessere affettivo-emotivo,
  • rafforzare il senso di Comunità.

 

In questi mesi ho potuto appurare come il contributo che il SC offre sia molto ampio: sia per il volontario, sia per l’ente. Entrambi si accostano ad idee e modi di vedere la realtà diversi dalle proprie, in un’ottica di flessibilità, di supporto, crescita e sviluppo reciproci. Non solo il volontario viene formato, ma anche l’ente può arricchirsi grazie al bagaglio di esperienze e capacità insite in ognuno di noi.

 

Roberta

 

Mi chiamo Martina, ho vent’anni e abito a Feltre.

Prima d’intraprendere l’esperienza del Servizio Civile ho lavorato per sei mesi in un ufficio di commercialisti come stagista. Come prima esperienza non è stata delle migliori, ma sono riuscita comunque ad acquisire delle conoscenze basilari della materia.

Per tre anni ho lavorato come animatrice presso il centro estivo “Campanò” diretto dall’associazione Azzurra di Rasai, nel comune di Seren del Grappa. Durante quest’esperienza sono riuscita a instaurare un buon rapporto d’amicizia sia con gli altri animatori sia con i ragazzi del centro, ed è proprio grazie a quest’ultima che ho scoperto la mia passione per i bambini, infatti, il mio sogno è di diventare insegnate di scuola materna.

Presto Servizio Civile nel Comune di Seren del Grappa presso l’ufficio anagrafe. In quest’ufficio vengono svolte numerose attività di diverso tipo: anagrafiche, di stato civile, elettorali e di leva.

In particolare collaboro nelle attività di emissione delle carte d’identità, nell’accoglienza dei cittadini, nella spedizione della posta ordinaria, nella protocollazione dei documenti in entrata e in uscita e nelle ricerche dei certificati storici a uso cittadinanza.

Una delle attività che mi ha colpito maggiormente è stata quella svolta a fianco della mia Olp Federica, nonché vigile, aiutandola nella realizzazione dei progetti di Educazione Stradale rivolti ai bambini delle scuole elementari e materna del Comune. È stata un’esperienza molto arricchente e stimolante perché durante la realizzazione di questi progetti ho avuto la possibilità di mettermi in gioco facendo da supporto al vigile e proponendo attività da svolgere con i bambini che vennero accolte in maniera positiva e costruttiva.

Ho scelto di svolgere Servizio Civile per la volontà di mettermi in gioco, d’imparare cose nuove e sempre utili per la vita quotidiana e per avere la possibilità di vedere anche altri ambienti di lavoro, inoltre mi fa molto piacere che il mio operato sia utile per la comunità.

Durante questo periodo ho imparato molto sia dal punto di vista lavorativo sia da quello umano, acquisendo più scioltezza e spontaneità nelle relazioni con le altre persone.

 

Martina

 

Sono Sara e da febbraio svolgo servizio civile presso l'Ufficio Tecnico del Comune di Santa Giustina. Prima di quest'esperienza, ho frequentato il Linguistico presso il Liceo Renier di Belluno, prendendo, poi, un anno sabbatico. Ho deciso, dunque, di cimentarmi in questa nuova esperienza.

L'Ufficio Tecnico si occupa sia di mansioni riguardanti i lavori pubblici, che dell'ambiente e della Protezione Civile. In questi mesi, io mi sono occupata principalmente del settore ambiente: tutto ciò che riguarda la raccolta differenziata (distribuzione dei sacchetti e dei bidoni, servizio chiavetta per pannolini/oni...), gli ordini di prelievo dell'ecocentro e la gestione dello sportello aperto al pubblico.

Il mio non è stato sicuramente un lavoro monotono: oltre alle mansioni di routine, mi sono occupata anche di controlli a campione sul territorio comunale per quanto riguarda il compostaggio domestico e mi sono incaricata di vari ordini di acquisto. L'esperienza che più mi ha colpito, però, è stata la partecipazione al progetto 'Puliamo il Mondo'. Questo progetto prevedeva la partecipazione degli alunni delle scuole elementari, i quali hanno trascorso un'intera mattinata a pulire alcune vie e alcuni giardinetti della zona dai rifiuti abbandonati.

Questa è un'esperienza che ti permette di crescere molto sia umanamente che professionalmente. Ti porta alla scoperta di nuove capacità e attitudini personali, ti apre al mondo del lavoro e, soprattutto, ti permette di capire quali sono i tuoi obiettivi nella vita. Ma anche noi civilini possiamo essere d'aiuto nei vari enti in cui operiamo. Con le nostre idee e i nostri interessi, possiamo collaborare nella realizzazione di nuovi progetti, proporre nuove iniziative e consigliare su diversi piani di lavoro.

 

Sara

 

Mi chiamo Simone, ho venticinque anni e abito a Visome (Belluno).

Sto prestando servizio civile presso la biblioteca civica di Santa Giustina; studio lingue e letterature straniere presso l’università di Trento; amo la musica e sono un musicista, mi appassiona tantissimo la letteratura, in particolare quella tedesca, e credo che non mi dispiacerebbe fare di una di queste due materie la mia professione futura.

 

Non nascondo il fatto che la scelta di fare il servizio civile non sia stata una delle più ponderate, ma, per essere sincero, la rifarei senza pensarci due volte.

 

La biblioteca è inserito all’interno del centro culturale che, con mia grande sorpresa, si è rivelato essere uno dei più forniti della provincia.

 

Durante il primo mese di servizio, a causa della mancanza immediata di altri volontari, ho lavorato anche all’ufficio ecologia del comune con la principale mansione di fornire agli utenti i sacchetti per la raccolta differenziata, attività gestita tramite un software dedicato.

 

Terminato il periodo all’ufficio ecologia mi sono concentrato del tutto alle attività della biblioteca: Gianluca, responsabile e olp, mi ha seguito e istruito in tutte le mansioni bibliotecarie; prima fra tutte la ricollocazione dei libri tramite codice Dewey.

 

Poi le attività sono aumentato fino a farmi diventare parte integrante nella gestione della biblioteca, sicuramente le più interessanti sono il servizio agli utenti e l’utilizzo del software “SebinaNEXT” dedicato alla gestione attiva dei prestiti oltre che a tutta una serie di servizi accessori come il prestito interbibliotecario, il tesseramento degli utenti e la catalogazione e classificazione dei documenti.

 

Riguardo il contatto con il pubblico, ritengo che il dover seguire e consigliare le persone sia una attività estremamente formativa; episodi di frustrazione non sono mancati ovviamente, non è facile servire e indirizzare qualcuno a una lettura appropriata dovendo scegliere tra circa trentamila volumi; nonostante questo ho cercato, e cerco tuttora, di fornire un servizio che rispecchi le aspettative degli utenti e spero nel mio piccolo di non disattenderli.

 

Un’altra attività degna di nota è il lavoro congiunto con l’ufficio cultura del comune: nel centro culturale sono disponibili delle sale riunioni nelle quali si riuniscono varie associazioni e vengono organizzati corsi di lingua e mostre, una cosa molto interessante che ho potuto notare è stato l’iter organizzativo; avendo esperienze nell’organizzazione di eventi musicali indipendenti ho prestato molta attenzione a questo tipo di rappresentazioni, spettacoli e incontri.

 

Sono molto orgoglioso di questa scelta; da quando ho preso servizio ho notato che qualcosa è cambiato; il dover confrontarmi ogni volta con delle situazioni nuove, anche semplicemente un utente che vuole un libro di un genere diverso dal precedente, mi ha costretto a pensare velocemente e a superare in parte alcune mie difficoltà di relazione con le altre persone.

 

Spero di poter aiutare sempre meglio l’ente nell’erogazione di questo servizio a mio parere preziosissimo e magari, visto che fino adesso non si è presentata l’occasione, di proporre qualche attività nell’ambito dell’organizzazione del centro culturale.

 

Simone

 

Mi chiamo Nicholas, ho 23 anni e mi capita talvolta di spendere il mio tempo nel volontariato come ad esempio collaborare e aiutare per la buona riuscita di feste e sagre paesane. Tra le mie passioni, quando il tempo me lo permette, mi piace andare a camminare anche in luoghi che non conosco. Ecco che, l’opportunità di poter svolgere il Servizio Civile presso l’Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi è stata l’occasione per poter meglio conoscere il mio territorio in tutti i suoi aspetti e poter anche, in piccola parte, ampliare le mie conoscenze sull’ambiente e sulla natura che derivano dagli studi che ho fatto.

L’ente Parco può essere considerato come un grande comune (il territorio del Parco si estende in 15 comuni) dove ognuno dei 13 dipendenti ha degli incarichi differenti, ma tra di loro intrecciati. Tra le varie cose che vengono fatte c’è chi cura si occupa della manuntenzione delle strutture del Parco,  chi cura il rilascio dei vari permessi (i nullaosta) per le varie attività dell'area, chi cura la ricettività turistica e il rapporto con il territorio e chi ovviamente e giustamente si occupa di tutta l’attività scientifica di monitoraggio e conservazione delle specie e delle peculiarità presenti.

Durante questo periodo di servizio mi sono occupato principalmente di trasferire e inserire i dati cartacei e in formato excel delle varie segnalazioni di animali presenti nel territorio, come ad esempio le segnalazioni di ungulati da parte dei CC forestali o i dati ricavati durante un progetto di fototrappolaggio per individuare il gatto selvatico ed altri animali, in un database georeferenziato. Questa operazione permette di capire la distribuzione delle varie specie, creando ad esempio degli Atlanti specifici come quello degli anfibi, rettili e degli uccelli. Questo lavoro, che può sembrare ripetitivo, ma che spesso nasconde curiosità e sorprese, mi ha permesso sia di scoprire luoghi di cui sapevo l’esistenza relativa e che poi sono andato a vedere dal vivo, sia di approfondire meglio la conoscenza degli animali attraverso delle uscite in campo.

Mi sono occupato inoltre anche della preparazione e in parte della gestione del materiale da consegnare e da distribuire per tutte quelle associazioni come ad esempio le proloco o consorzi di promozione turistica che hanno convenzioni per gestire strutture informative all’interno e all’esterno del parco. A tal proposito importante è stato il lavoro di preparazione del materiale per l’arrivo del Giro d’Italia a Feltre e per la notte Rosa.

 

Nicholas

 


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