Mercoledì 30 giugno 2021 scade, per gli enti del Terzo settore, l’obbligo di pubblicazione online dei contributi pubblici ricevuti nell’anno precedente, qualora questi siano pari o superiori a 10.000 euro.

Dal 1° gennaio 2022 – data di proroga stabilita dalla legge di conversione del Decreto legge n. 52 del 2021 (cosiddetto “Riaperture”) - scatteranno le sanzioni previste per la mancata pubblicazione,

Non essendo ancora chiaro l’effettivo termine per la pubblicazione dei contributi ricevuti nel 2020, si consiglia comunque di rispettare il termine del 30 giugno prossimo o comunque entro fine 2021.

A chi spetta l'obbligo

L’obbligo in questione si applica alle associazioni, alle fondazioni e alle Onlus che hanno ricevuto sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, pari o superiori a 10.000 euro, da parte:
- delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, c. 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
- dei soggetti di cui all’art. 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Fra essi rientrano anche le società in controllo pubblico, così come le associazioni, le fondazioni ed in generale gli enti di diritto privato con bilancio superiore a 500.000 euro di entrate annuali.

La circolare ministeriale ha inoltre chiarito che il limite dei 10.000 deve essere inteso in senso cumulativo, riferendosi al totale degli apporti pubblici ricevuti e non alla singola erogazione.

Le informazioni da pubblicare
La circolare ministeriale ha specificato che le informazioni devono essere pubblicate in modo schematico e comprensibile per il pubblico, individuando come necessarie le seguenti voci:
1. denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente (l’associazione);
2. denominazione del soggetto erogante (la pubblica amministrazione);
3. somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico);
4. data di incasso;
5. causale (cioè la descrizione relativa al motivo per cui tali somme sono state erogate: ad esempio, come “liberalità” oppure come “contributo in relazione ad un progetto specifico presentato dall’ente”).

Un fac-simile di rendiconto dei contributi pubblici può essere scaricato cliccando qui (da “Cantiere Terzo Settore”).

 

Le informazioni vanno pubblicate sul proprio sito internet oppure su “analogo portale digitale”. La circolare ministeriale ha ammesso, per le organizzazioni che non hanno il sito internet, la possibilità di utilizzare la pagina Facebook dell’ente. Sempre secondo la circolare, qualora l’organizzazione non avesse nemmeno la pagina Facebook, l’obbligo può comunque essere adempiuto pubblicando i contributi sul sito internet della rete associativa alla quale l’ente aderisce.

 

N.B. Per Odv e Aps iscritte ai registri, anche per contributi pubblici importi inferiori a 10.000 euro, resta comunque l'obbligo già in essere di pubblicare  sul sito internet (o di renderlo visibile presso la sede) dell'allegato A scaricabile qui.


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