La raccolta fondi è il complesso delle attività e iniziative per finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva. Per molte associazioni è uno strumento di vitale importanza per tenere in piedi la propria organizzazione e sostenere le attività.

 

Gli enti del Terzo Settore possono realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico, in conformità a linee guida adottate con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, sentiti la Cabina di regia di cui all'articolo 97 e il Consiglio nazionale del Terzo settore.

 

Come tutti gli altri elementi economici di entrata e di spesa, le raccolte devono essere rendicontate secondo le disposizioni generali di bilancio dell'ente del Terzo settore.

 

Qualora vengano programmate delle raccolte fondi, le associazioni devono tenere sotto controllo principalmente due aspetti:

  • gli adempimenti da porre in essere operativamente;
  • le agevolazioni che il Fisco accorda alle organizzazioni di volontariato impegnate nelle attività di raccolta fondi.

Aspetti operativi

Le raccolte occasionali di fondi generalmente avvengono in luoghi pubblici, in occasione di giornate di sensibilizzazione su temi specifici, o in occasione di feste paesane, feste del patrono o feste del volontariato locale, e possono contemplare diverse attività: offerta di doni (azalee, uova di pasqua, gadgets, arance, ecc.); vendita di torte, bamboline e simili; organizzazione di tombole, lotterie, pesche e banchi di beneficenza; anche solo la diffusione di volantini e depliants inerenti l’attività associativa.

 

Le diverse modalità con cui si effettuano le raccolte fondi sono importanti perché a seconda delle diverse tipologie, diversi saranno gli adempimenti da porre in essere. Di seguito, a titolo di esempio, le prescrizioni per alcune delle fattispecie più comuni.

 

Luoghi e modi

Qualora la raccolta di fondi preveda l’occupazione di spazi pubblici (piazze e/o strade), l’associazione interessata dovrà chiederne opportuna autorizzazione all’ente proprietario (Comune, Provincia) e pagare gli eventuali costi legati all’occupazione del suolo e delle aree pubbliche (Tosap/Cosap, spese di sopralluogo e istruttoria, ecc).

Per la promozione dell’iniziativa di raccolta di fondi potrebbe essere prevista anche l’affissione di locandine. In questo caso oltre alla eventuale timbratura delle locandine, potrebbe essere obbligatorio il pagamento di diritti di affissione.

È importante tener conto del fatto che per i tributi locali (tassa sull’occupazione suolo pubblico, affissioni) la regolamentazione è contenuta nei singoli regolamenti comunali, a cui sarà necessario e utile fare riferimento.


Qualora la raccolta fondi preveda la somministrazione di alimenti e bevande, sarà necessario chiedere le opportune autorizzazioni al Comune territorialmente competente, avere l’autorizzazione e i requisiti necessari per la vendita di prodotti (per esempio l’iscrizione al REC), e rispettare gli adempimenti previsti dalla normativa in materia di igiene dei prodotti alimentari.


Qualora si preveda la realizzazione di spettacoli (magari con diffusione di musica o comunque di opere protette dal diritto di autore), le organizzazioni di volontariato dovranno rivolgersi all’agenzia SIAE competente per territorio per definire i passi da compiere e istruire le pratiche conseguenti.


Nel caso, inoltre, le organizzazioni di volontariato prevedano di raccogliere fondi realizzando occasionalmente lotterie, pesche di beneficenza e tombole, si ricorda che le Onlus sono considerate tra gli enti morali cui i Comuni possono rilasciare le relative autorizzazioni. Sarà pertanto necessario rivolgersi al Comune territorialmente competente per l’istruzione della pratica.

 

Aspetti fiscali

Per ogni ente non commerciale il legislatore riconosce che non concorrono alla formazione del reddito e quindi non sono soggetti a tassazione i proventi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche.

 

I fondi raccolti dagli enti non commerciali (e quindi anche dalle organizzazioni di volontariato):

  1. non concorrono alla formazione del reddito imponibile;
  2. non sono soggetti ad IVA;
  3. sono esenti da ogni altro tributo.

Le agevolazioni fiscali sono riconosciute solo se le raccolte fondi sono caratterizzate dal rispetto di alcuni elementi:

  • deve trattarsi di attività svolte in modo occasionale;
  • deve avvenire in occasione di manifestazioni pubbliche e in particolare di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.

È consentito anche che in tali occasioni gli enti offrano:

  • beni di modico valore
  • servizi.

Come si può notare la norma risulta ancora piuttosto vaga, perché non precisa che cosa si debba intendere per “occasionali”. L’unico parametro di comparazione consiste nell’identificare il concetto di occasionalità in due eventi all’anno, parametro introdotto per manifestazioni organizzate da associazioni sportive dilettantesche che godono di particolari agevolazioni. Questo parametro non può essere considerato tassativo, ma può essere di riferimento per escludere, ad esempio, raccolte fondi con cadenza frequente (tipo mensile). Inoltre i beni eventualmente ceduti devono essere di modico valore, mentre per quanto riguarda i servizi non sono previsti limiti particolari.

 

Per trattarsi di raccolta fondi deve esserci la concomitanza di celebrazioni, ricorrenze e campagne di sensibilizzazione.

 

Rendiconto

Per le raccolte pubbliche di fondi (ad esempio manifestazioni di piazza), anche offrendo beni di modico valore e/o servizi, gli Ets non commerciali devono inserire obbligatoriamente nel rendiconto o nel bilancio una parte specifica relativa alle cifre raccolte, in cui risultino in modo chiaro e trasparente le entrate e le spese relative a ogni celebrazione, ricorrenza o campagna di sensiblizzazione.

 

Tale rendiconto deve essere tenuto agli atti fino a quando non siano scaduti i termini per gli accertamenti fiscali. Sarà cura dell’organizzazione giustificare con idonea documentazione le entrate e le uscite riferite alla raccolta pubblica di fondi.

Se nel corso di uno stesso esercizio sociale l’associazione organizza più raccolte di fondi, sarà necessario predisporre specifici rendiconti separati per ognuna di esse. Ogni rendiconto specifico per le raccolte pubbliche di fondi andrà a completare il più generale rendiconto che la singola organizzazione di volontariato dovrà redigere annualmente.

 

Abrogazioni

Non prima dell'effettiva operatività del Registro unico degli enti del Terzo settore, l'attuale norma sulle raccolte pubbliche occasionali di fondi perde efficacia, ma rimande in vigore per enti non commerciali non iscritti al predetto registro.

 

Al momento mancano ancora le lidee guida delle raccolte fondi, che devono essere approvate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

 

 

Informazioni

Per richieste o precisazioni scrivere una mail a info@csvbelluno.it o chiamare lo 0437 950374 in orario d'ufficio (Nevio Meneguz o Valeria Vedana).


Definizioni

Fundraising (raccolta fondi)

Raccolta di fondi basata su progetti chiari, obiettivi concreti, target definiti, buone cause e metodi di comunicazione efficaci.

 

Crowdfunding (finanziamento dalla folla)

Strumento per raccogliere fondi online attraverso piattaforme, aperte anche alle organizzazioni di volontariato. Si difide in finanziamento per donazioni (donation based) e per ricompense (reward based).

 

 

Approfondimenti

Le 5 regole d'oro del Fundraising online

I segreti delle raccolte fondi di 10 grandi enti

Come fare centro

Codice del Terzo settore: art. 7

 

Siti

Associazione italiana fundraiser

Fundraising.it 


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