BELLUNO, 07/06/2019 - Saranno accolte presso gli alberghi della provincia le donne che subiscono violenza: è questo il risultato concreto raggiunto nel bellunese per assicurare una prima sistemazione, in situazioni di emergenza, alle vittime di maltrattamenti, atti persecutori o violenze, che per la loro tutela devono essere allontanate dalla propria abitazione.
Grazie al lavoro congiunto di Prefettura, Provincia, Comitato d’intesa di Belluno – che si farà carico dei costi dell’iniziativa - e Ascom – Federalberghi di Belluno è infatti possibile garantire alle donne in difficoltà che denunciano alle Forze di Polizia la propria situazione una prima accoglienza, anche al di fuori dei casi di emergenza sanitaria, in 19 strutture alberghiere della provincia che saranno attivate secondo una procedura operativa messa a punto dalla Prefettura di Belluno.
L’iniziativa - che si inserisce nell’ambito degli impegni assunti col protocollo d’intesa sottoscritto il 26 ottobre 2016 per la promozione di strategie condivise finalizzate al contrasto della violenza di genere - ha lo scopo di fornire, immediatamente, alle vittime di violenza, un servizio di ospitalità provvisoria, attivo h 24, sette giorni su sette, per un massimo di 4 giorni, in attesa dell’effettiva presa in carico da parte della rete territoriale antiviolenza.
Il sistema di accoglienza così strutturato, aperto alla successiva adesione di altre strutture alberghiere del territorio, è poi completato dal sostegno garantito dall’ULSS n.1 Dolomiti che, nei casi di impossibilità di ricezione delle strutture coinvolte, grazie al “percorso rosa”, assicurerà comunque la prima ospitalità alla vittima in difficoltà.
Con questa procedura le istituzioni del territorio hanno continuato a lavorare in rete per migliorare il sistema di protezione intervenendo proprio nella fase di maggiore vulnerabilità della vittima.
“La violenza di genere colpisce nella maggioranza dei casi le donne, spesso si sviluppa in ambienti domestici e non viene denunciata per paura o sottovalutazione - ha sottolineato il Prefetto Francesco Esposito – Con questo progetto lanciamo anche un forte appello alle donne che subiscono violenza affinché denuncino, senza timori, questi reati. A loro diciamo: le istituzioni ci sono e sono tutte schierate sin dal primo momento per non lasciarle sole e garantire l’assistenza nel momento del bisogno, quando devono trovare la forza di ribellarsi e rivolgersi alle Forze dell’Ordine.”
“La Provincia dal gennaio 2018 si è data una delega al welfare territoriale volendo in questo modo interessarsi non solo al territorio, dal punto di vista della mobilità, della difesa del suolo, degli aspetti idrogeologici, ma anche alle persone che lo abitano. – ha dichiarato la consigliera provinciale Francesca De Biasi - Siano esse famiglie, imprenditori, lavoratori, volontari, la Provincia, con la sua funzione di raccordo, ha il compito di cercare risposte coordinate a problemi complessi e la violenza di genere è uno di questi, perché colpisce e coinvolge non sono solo le donne e le loro famiglie, ma tutto il tessuto sociale, economico, culturale e istituzionale del territorio. La presenza in provincia di un tavolo per il welfare territoriale, unico per il suo genere, ha permesso l'attivazione di risorse presenti, ma latenti. Lo spirito di tutti questi interventi è promuovere una comunità che si prenda "cura" attraverso la stessa comunità delle parti più fragili della nostra popolazione.”
“Si tratta di un risultato importante – commenta il presidente del Comitato d'Intesa, Gianluca Corsetti – ottenuto grazie al nostro Fondo di solidarietà provinciale. Esso è andato negli ultimi anni a coprire i bisogni di interventi mirati a sostegno di situazioni di disagio prossime a provocare l'esclusione sociale dei richiedenti. In questo caso andiamo a impiegare alcune risorse in un progetto che consentirà, con la collaborazione dei diversi enti pubblici e privati coinvolti, di dare una risposta immediata a un'esigenza purtroppo presente anche in territorio provinciale”.



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