Sono oltre cento gli articoli contenuti nel Codice del Terzo settore, ultimo decreto legislativo che dà attuazione a svariati punti contenuti della Riforma perseguita dal Governo negli ultimi due anni. La pubblicazione del 2 agosto in Gazzetta ufficiale arriva dopo quelle relative al 5 per mille e e all'impresa sociale. Per la piena applicazione di tutti gli aspetti innovativi introdotti dalla Riforma, dovranno essere emanati circa 40 tra decreti ministeriali e decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri; questo consente di avere il giusto tempo per sedimentare i contenuti e comprendere al meglio le ricadute sulle associazioni e gli altri soggetti del Terzo settore e quindi affrontare il cambiamento.

 

Il Csv di Belluno, a partire da settembre, organizzerà momenti informativi e formativi di approfondimento e consulenza per affrontare al meglio questo momento di cambiamento.

 

ENTI DEL TERZO SETTORE

Fra le principali novità vengono istituti il Registro unico per tutte le associazioni di volontariato, stabilite nuove agevolazioni fiscali e definito in modo puntuale il concetto di Enti del Terzo Settore, cosiddetti "ETS". Il nuovo acronimo sostituisce, ricomprendendoli, tutti gli altri: onlus, odv, aps, enti filantropici, imprese sociali, cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, associazioni riconosciute e non, fondazioni e altri enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore.

 

DEFINIZIONE

Per essere tali, gli enti devono svolgere “attività di interesse generale” (praticamente tutte quelle che possono venire in mente, con davvero poche eccezioni) e avere “finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”. Attività diverse possono essere svolte, come in passato, a condizione che siano secondarie e strumentali. Viene poi istituzionalizzato il fundraising (raccolta fondi), che gli Ets possono svolgere “in forma organizzata e continuativa, anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore”. Con queste raccolte fondi non si potranno pagare i dipendenti con “compensi superiori del 40 per cento rispetto a quelli previsti, per le medesime qualifiche, dai contratti collettivi”, né riservare un trattamento economico inferiore a quello previsto dai contratti collettivi. La differenza retributiva non potrà essere superiore al rapporto uno a otto.

 

TRASPARENZA

Giro di vite anche sulla trasparenza: gli Ets dovranno redigere un bilancio formato da stato patrimoniale e rendiconto finanziario, integrato da una relazione di missione che descriva il perseguimento delle finalità come da statuto. Gli enti con ricavi o entrate superiori al 1 milione di euro dovranno anche depositare al registro unico nazionale del Terzo settore e pubblicare nel proprio sito internet il bilancio sociale.

 

DETRAZIONI

La detrazione Irpef sale al 30 per cento per le erogazioni liberali, fino a un massimo di 30 mila euro. Le liberalità saranno deducibili dal reddito del donatore (entro il 10 per cento). È istituito infine un credito d'imposta del 65 per cento per le persone fisiche e del 50 per cento per le società che doneranno agli Ets impegnati nel recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

 

REGISTRO UNICO

Ultima grande novità è l’istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, gestito su base territoriale in collaborazione con ciascuna Regione, al momento formato da sette sottosezioni: organizzazioni di volontariato; associazioni di promozione sociale; enti filantropici; imprese sociali (comprese le cooperative sociali); reti associative; società di mutuo soccorso; altri enti del Terzo settore.

 

Al presente link si può leggere il decreto nella sua interezza.

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