Che volontariato?
L'editoriale di novembre 2005 firmato dal Consiglio Direttivo

Spesso sugli organi di informazione si parla di volontariato, ma molte volte dietro lo stesso termine vi sono ormai diversi significati. Infatti, grande è ormai la confusione che nel vocabolario italiano, sottostà a tale accezione. Per questo, come Consiglio Direttivo del Comitato d’Intesa e del Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Belluno vorremmo sottolineare che per noi volontariato è soltanto quella attività svolta gratuitamente.
Vi sottoponiamo alcune riflessioni che, se condivise anche dall’Assemblea delle associazioni aderenti, vorremmo diffondere come documento condiviso del volontariato che si riconosce nel Comitato d’Intesa. Tali riflessioni erano già state diffuse all’interno del nostro giornale “Csv Informa – passaparola del volontariato bellunese” nel 2001, Anno Internazionale dei Volontari.


Quando parliamo di volontariato, di che volontariato parliamo? Occorre ricordare che per volontario intendiamo quel cittadino che, dopo aver adempiuto i suoi doveri di stato (famiglia, professione, ecc.), e i suoi impegni civili (vita amministrativa, sindacale, politica), si pone a disinteressato servizio della comunità e in diversissime attività ed ambiti: sociale, sanitario, protezione civile, culturale, ricreativo, parrocchiale, sportivo, ecc.
All’interno di questo quadro abbiamo i tanti “volontariati”. Quello del cittadino singolo che, a seconda dei bisogni si dedica a persone in stato di bisogno o collabora ad iniziative varie del proprio paese, della propria comunità, della propria parrocchia. Quello dei gruppi di cittadini che condividendo finalità ed obiettivi simili si organizzano costituendo un comitato, un gruppo, un’associazione, un gruppo di mutuo aiuto fra persone che desiderano condividere le stesse problematiche (alcolisti, tossicodipendenti, familiari di disabili, persone con disabilità, adolescenti, donne che subiscono violenze, persone che hanno una stessa malattia, ecc.). Tutte queste organizzazioni si dotano di un regolamento o di uno Statuto per normare i rapporti interni, definire compiti e funzioni, nonché il modo ed i tempi per eleggere le cariche interne, indicare gli obiettivi e le finalità che l’organizzazione intende portare avanti, ecc.
All’interno dei gruppi organizzati vi sono poi quelli che si rifanno alla legge quadro sul volontariato, ossia quello che vede il cittadino impegnare le sue capacità, il suo tempo, gli eventuali mezzi per affrontare non le proprie esigenze, ma quelle di altri cittadini e prioritariamente a quelli emarginati. Rientrano tra questi gruppi che si rifanno alla legge quadro anche quelli che indirizzano le proprie energie a tutela dell’ambiente e dei beni culturali. Le aree di intervento di queste organizzazioni sono quelle del settore sociale e sanitario, della valorizzazione della persona, della protezione civile e soccorso, della tutela dei beni ambientali e culturali. Queste organizzazioni di volontariato oltre ad avere i requisiti previsti dalla legge (democraticità della struttura, gratuità, elettività), operano attraverso un’azione organizzata attraverso un impegno continuativo di preparazione e di servizio, spesso in collaborazione con le pubbliche istituzioni e le altre forze sociali.
Poi vi sono le organizzazioni ed i gruppi che definiamo associazionismo religioso, politico, sindacale, ricreativo, culturale e sportivo e che operano soprattutto a beneficio dei propri aderenti, membri e soci. Fra queste si distinguono le cosiddette associazioni di promozione sociale (APS) di recente definite all’interno di una legge specifica (L. 383/2000), ed hanno pari dignità delle organizzazioni di volontariato (ODV) di cui alla L. 266/91.
Il problema, o meglio la confusione concettuale e di definizione viene data dal fatto che vengono chiamati volontari anche coloro che per libera scelta fanno il servizio militare (per l’appunto volontario), ma che nei fatti sono pagati per farlo; coloro che per periodi più o meno lunghi, o per scelta di vita fanno i volontari all’estero, nelle iniziative di cooperazione internazionale e all’interno di grandi organismi internazionali quali l’ONU, la Croce Rossa Internazionale o presso le ONG (Organizzazioni Non Governative) e le più diverse organizzazioni umanitarie. Tutte attività encomiabili ma stipendiate. Poi c’è la confusione tra chi opera all’interno delle organizzazioni di volontariato come volontario e chi invece vi opera per qualificarne i servizi o per garantirne la continuità (e quindi sono o dipendenti, o collaboratori professionali). Poi ci sono coloro che sono soci volontari all’interno delle cooperative sociali (che sono imprese senza scopo di lucro, ma sempre imprese). Ovvio che di fronte ad una realtà così variegata vi possa essere confusione sia all’esterno, di chi osserva queste realtà e sia all’interno delle stesse organizzazioni, fra i vari componenti se a questi non viene spiegato che all’interno dell’organizzazione operano persone con diversi ruoli e soprattutto motivazioni, ma tutti impegnati a conseguire e perseguire gli obiettivi che l’associazione ed il gruppo di persone si sono dati.



CsvInforma

Sfoglia, stampa e condividi il CsvInforma: lo puoi fare comodamente dal tuo pc o dal tuo smartphone!

SFOGLIA >

Volontario anche tu!

Il programma "Csv... volontario anche tu!" vuole diffondere tra i giovani dai 16 ai 20 anni la cultura del volontariato.

SCOPRI >

Laboratorio Inquadrati

Scopri come organizzare laboratori di ripresa e montaggio video, di grafica e animazione. Puoi avere un incontro, proporre un progetto e chiedere un preventivo.

CONTINUA >

Amministrazione di Sostegno

Lo sportello Amministrazione di Sostegno è un servizio fondamentale per proteggere gli interessi (economici, sanitari, giuridici) delle persone fragili.

LEGGI >