Al volontariato non si fanno sconti. Per questo il Co.Ge. veneto (il Comitato di Gestione dei Fondi speciali per il volontariato), al termine della seduta di lunedì 14 dicembre a Belluno, ha deliberato l'erogazione di 3,5 milioni ai sette Csv del Veneto, riconfermando l'impegno preso lo scorso anno a sostegno delle attività e dei servizi offerti dai Centri di servizio per il volontariato.

 

Al Csv di Belluno arriveranno pertanto 410 mila euro, cui si aggiungerà parte di un fondo extra che la presidente Silvana Bortolami ha annunciato essere «parte di una somma rimasta accantonata e che sarà spartito a favore della progettazione sociale dei sette Centri secondo le scelte prese da un apposito gruppo di lavoro tecnico regionale». Una scelta mediata anche dall'incombenza delle elezioni, che si terranno tra aprile e maggio del prossimo anno.

 

Per il CoGe è stata la seconda visita a Belluno, la prima all'inizio del Duemila. «Che fatica il volontariato no profit!», ha esclamato Bortolami durante l'incontro con le associazioni, al termine del direttivo, «la gratuità deve restare un valore fondamentale. Si vede subito chi lo fa per interesse e chi per passione. Il CoGe è uno strumento che deve incentivare i processi partecipativi. I finanziamenti che noi eroghiamo non devono essere vincolanti, altrimenti si banalizzerebbe il nostro impegno e quello delle Fondazioni bancarie (che devono accantonare per legge il 15 per cento dei loro proventi a favore del terzo settore). Siamo venuti qui per dimostrarvi che siamo persone normali, molte di noi già impegnate nel mondo del volontariato. Abbiamo anche noi fantasie, idee e progetti. Siamo venuti per incontrarci, essere utili e presentarci, ma anche per evitare distanze e isolamenti, riducendoli».


A fare gli onori di casa il presidente del Csv e del Comitato d'Intesa Giorgio Zampieri: «In quasi 40 anni di Comitato e 20 di Csv (l'anniversario è nel 2017) siamo diventati interlocutori privilegiati delle istituzioni in nome della solidarietà provinciale, portando la voce delle associazioni aderenti. I problemi che affrontiamo oggi sono tanti: lo spopolamento, l'immigrazione, l'invecchiamento, le nuove dipendenze, l'inserimento e il reinserimento lavorativo. Durante la Festa del volontariato cadorino, il sociologo Diego Cason e il dottor Gino Zornitta, professore ordinario all'università Ca' Foscari di Venezia, ci hanno prospettato le nuove difficoltà che avrebbe avuto il volontariato con i cambi repentini della nostra società. Il lavoro determinato costringerà sempre più persone ad avvicinarsi al luogo di lavoro, quindi la maggior parte delle volte a scendere verso valle. La Riforma delle pensioni, che allunga notevolmente il periodo lavorativo, renderà il volontariato un sistema sempre più sporadico, temporaneo e non più permanente. Le associazioni avranno sempre più bisogno di coordinarsi: Comitato e Csv assumeranno un ruolo fondamentale in questa fase».


I giovani non sono più un problema, anzi sono diventati una risorsa integrativa: «Anche se il loro impegno è momentaneo, è sempre spontaneo e disponibile. Abbiamo più di mille giovani iscritti quest'anno al programma “Csv... volontario anche tu!”, più una cinquantina di giovani in Servizio civile. Questo ci dimostra che i giovani sono pronti a cogliere queste opportunità». C'è una preoccupazione però che permane: «Nel percorso di riforma del Terzo settore si parla ancora di unificare i Csv. Noi manifestiamo la nostra particolare esigenza di restare presidio del territorio, che è frammentato, dispersivo e molto esteso. Solo così potremmo avere davvero cura della persona e della società». Di fronte a questa rivendicazione, la presidente CoGe ha riconosciuto «il fattore “montagna” come un elemento che va sicuramente considerato».


Il Comitato d'Intesa rappresenta il 66 per cento delle organizzazioni di volontariato iscrite al registro regionale, che sale al 92 per cento se si contano le singole sezioni dei donatori di sangue. «Rappresentiamo politicamente le associazioni per mettere in rete conoscenze e competenze, per sviluppare sinergie operative, accrescere capacità progettuali, in un ottica di sviluppo locale costante. Il Csv è la nostra stella. Da quando è nato ci ha sempre supportato, facendoci crescere dal punto di vista culturale, soprattutto. Siamo felici di averne ottenuto la gestione».
Presenti numerosi rappresentanti delle associazioni bellunesi, con sede anche nella stessa Casa del volontariato, dove si è svolto l'incontro. Da parte loro è stato registrato molto interesse alle tematiche e le giuste sollecitazioni a non uniformare la provincia al resto del Veneto, privandola delle giuste tutele economiche e operative.



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