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Il 5 per mille al Comitato d'Intesa

È tempo di dichiarazione dei redditi, dove poter indicare l'ente a cui devolvere il proprio 5 per mille. Il Comitato d'Intesa è tra i beneficiari: per contribuire all'erogazione di importanti servizi quali lo STACCO, gli scambi europei, il Servizio civile e l'Amministrazione di sostegno, il codice fiscale da indicare è 93001500250.

 

L'incarico dì individuare il nome adatto alla personalizzazione della manifestazione è stato sviluppato seguendo un percorso che concettualmente inizia con l'individuazione del messaggio che deve contenere; una festa «DAI DAYS» del volontariato può essere interpretata anche come una «manifestazione di gratifica per chi opera nel volontariato» e non solo come scusa per far conoscere le tematiche legate ad esso. Proprio da questo concetto si è articolato lo studio del nome e per meglio individuare la proposta sono state seguite le considerazioni che seguono:

  1. la manifestazione si svolge anche per coinvolgere i giovani, il nome quindi deve essere soprattutto corto;
  2. foneticamente deve differenziarsi da altre mostre o feste;
  3. deve possedere una propria identità che non assomigli, o perlomeno non ricordi, altre manifestazioni fieristiche;
  4. non risulti sinonimo di mostra, festa popolare, fiera o esposizione ma bensì richiami piuttosto il concetto di evento;
  5. pur essendo una manifestazione aperta a tutti si rivolge in modo particolare ad un target giovanile, avvezzo al messaggio comunicativo e smaliziato di fronte alla proposta di un marchio nuovo;
  6. la festa si sviluppa in un giorno, ma ricorda che i giorni dell’anno sono più di uno;
  7. il nome deve incuriosire per essere letto, una volta letto deve stimolare un ragionamento, una volta analizzato deve sviluppare un processo mnemonico ma soprattutto è importante la considerazione che il protagonista è il volontario!

Il volontario è colui che “dà” senza pretendere niente, è colui che si dà da fare, ecco che in modo preponderante esce il verbo DARE.

DARE un aiuto, un sostegno ma anche più semplicemente la propria disponibilità; un volontario essenzialmente “dà” e questo fa in modo che nasca l'amicizia tra chi da e chi riceve. Ad un amico di solito si da del «TU», ecco quindi che il verbo si coniuga in «TU DAI». Ma la parola DAI può anche essere interpretata come esortazione, come stimolo a commettere un'azione: dai muoviti, dai vieni ecc. Ritornando alla considerazione che la festa si sviluppa in tre giorni possiamo giocare con la lingua inglese e dal “DAI” passiamo al «DAY» che poi diventa «DAYS» perché appunto sono più giorni e riassumendo il nome della manifestazione diventa DAI DAYS: i GIORNI del DAI; DAI GIORNI (ovvero dedica il tuo tempo a ... ); DAI vieni ai GIORNI del volontariato.

Franco De Poli
Art Director



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