In evidenza

Box In evidenza - Homepage

Il 5 per mille al Comitato d'Intesa

È tempo di dichiarazione dei redditi, dove poter indicare l'ente a cui devolvere il proprio 5 per mille. Il Comitato d'Intesa è tra i beneficiari: per contribuire all'erogazione di importanti servizi quali lo STACCO, gli scambi europei, il Servizio civile e l'Amministrazione di sostegno, il codice fiscale da indicare è 93001500250.

 

CCCP2Sono state 37 le associazioni che si sono confrontate sul ruolo politico e sul rapporto con le istituzioni e altre associazioni. Ne è emerso un quadro ben preciso: troppe responsabilità, pochi riconoscimenti, sempre meno aiuti economici, giovani satellite come anche le istituzioni, che chiedono piuttosto che provare a dare e a volte anche solo a ringraziare. Questi sono solo alcuni dei punti emersi dallo studio condotto dai quattro componenti del gruppo di lavoro del Comitato d'Intesa e Centro di Servizio per il Volontariato di Belluno, Angelo Paganin e Paolo Capraro del Csv, la pedagogista Rosanna Canova e il sociologo Diego Cason. I dati raccolti sono stati prima presentati alle organizzazioni di volontariato dell'Agordino, del Bellunese, del Cadore e del Feltrino, che ne hanno condiviso i contenuti con lo scopo di presentarli ai referenti delle istituzioni della provincia chiamati in causa.
Ma rispetto all'importanza dello studio condotto e dei risultati raccolti, finora sono state solamente due le occasioni di presentare lo studio all'esterno del mondo del volontariato, in particolare agli amministratori e ai funzionari pubblici: il 23 giugno alla Conferenza dei Sindaci dell'Ulss n. 1 di Belluno e il 19 luglio al convegno inserito nella Festa del Volontariato del Cadore a Pieve. Mentre al primo incontro hanno partecipato tutta la direzione strategica dell'Ulss e oltre un centinaio di persone tra operatori sociosanitari, primari, alcuni amministratori locali e svariati rappresentanti delle organizzazioni di volontariato provinciali, in occasione del secondo oltre al sindaco di Pieve di Cadore Maria Antonia Ciotti, all'assessore della Magnifica Comunità del Cadore Matteo De Monte ed il consigliere regionale Sergio Reolon (oltre ai referenti dell'Ulss n. 1 e ai tantissimi rappresentanti del volontariato), del tutto assenti sono stati i sindaci, assessori o consiglieri comunali almeno del Cadore, ai quali l'incontro era indirizzato.CCCP3
Alla luce di questi deludenti riscontri e al fine di poter esporre i risultati del lavoro e per favorire il dialogo e la discussione fra associazioni e istituzioni, il Comitato d'Intesa di Belluno ha pensato che fosse opportuno proporre, tramite i presidenti delle due Conferenze dei Sindaci delle Ulss n. 1 di Belluno Jacopo Massaro e n. 2 di Feltre Paolo Perenzin, alcuni incontri di vallata tra i sindaci e i rappresentanti delle associazioni dei diversi territori. La richiesta è stata fatta lo scorso 26 ottobre e ad ora non vi è stato alcun riscontro: il volontariato risponde sempre presente, le istituzioni chissà perché, solo quando interessa loro.

Le idee e le esperienze messe a confronto hanno evidenziato come il volontariato risenta delle trasformazioni e dei cambiamenti che avvengono nelle comunità in cui opera, in particolare in dei bisogni, siano essi consolidati oppure emergenti. Nel primo caso le esigenze di tipo sanitario o riabilitativo, nel secondo i bisogni dei flussi migratori, la perdita del lavoro per la recessione, la mobilità degli anziani e disabili, specialmente in montagna, per accedere ai servizi riabilitativi ed educativi. L’invecchiamento della popolazione (che incide per l’80 per cento delle risorse dei servizi socio-sanitari) sottrae risorse alla cura dei minori e dei disabili. Il ritardo nell’ingresso del mondo del lavoro e l’età pensionabile protratta a settant’anni toglierà la disponibilità di centinaia di volontari ora disponibili. La mobilità territoriale, con spostamenti in particolare dalle terre alte, non assicura il ricambio, oltre a produrre difficoltà di vario genere, delle attività volontaristiche.
Bisogni moltiplicati e risorse economiche e umane delle diverse pubbliche amministrazioni ridotte di molto, un divario che induce necessariamente le stesse, in particolare quelle comunali, ad avvicinarsi ai cittadini e a chiedere sempre più la collaborazione del volontariato con obiettivi, metodi, procedure e strumenti con adempimenti burocratici, controlli e verifiche della gestione contabile delle risorse, tutte pratiche che spesso vanno a snaturare le forme di spontaneità proprie del mondo del volontariato. Diventa poi sempre più difficoltoso gestire le forme di collaborazione attivate, quali le convenzioni, che richiedono capacità organizzativa, oltre agli aspetti amministrativi e burocratici, che non sempre sono alla portata delle stesse organizzazioni.
Tutti questi presupposti hanno indotto le realtà del volontariato locale a volersi confrontare con gli amministratori e i rappresentanti delle diverse istituzioni pubbliche della Provincia, per affrontare assieme le criticità e confrontarsi sul ruolo che il volontariato potrà avere nel prossimo futuro nella gestione del bene comune all'interno delle comunità locali. Quando ce ne sarà occasione.



CsvInforma

Sfoglia, stampa e condividi il CsvInforma: lo puoi fare comodamente dal tuo pc o dal tuo smartphone!

SFOGLIA >

Volontario anche tu!

Il programma "Csv... volontario anche tu!" vuole diffondere tra i giovani dai 16 ai 20 anni la cultura del volontariato.

SCOPRI >

Laboratorio Inquadrati

Scopri come organizzare laboratori di ripresa e montaggio video, di grafica e animazione. Puoi avere un incontro, proporre un progetto e chiedere un preventivo.

CONTINUA >

Amministrazione di Sostegno

Lo sportello Amministrazione di Sostegno è un servizio fondamentale per proteggere gli interessi (economici, sanitari, giuridici) delle persone fragili.

LEGGI >