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Il 5 per mille al Comitato d'Intesa

È tempo di dichiarazione dei redditi, dove poter indicare l'ente a cui devolvere il proprio 5 per mille. Il Comitato d'Intesa è tra i beneficiari: per contribuire all'erogazione di importanti servizi quali lo STACCO, gli scambi europei, il Servizio civile e l'Amministrazione di sostegno, il codice fiscale da indicare è 93001500250.

 

Mirzeta ritrova la speranza con un rene della madre
Istituzioni e volontariato hanno reso possibile l’espianto alla cittadina bosniaca

Si è concluso positivamente, grazie all’intervento del Comitato d’Intesa di Belluno e del dipartimento regionale per le politiche sanitarie internazionali il calvario di Mirzeta Omerovic.


Cittadina bosniaca di Srebrenic, Mirzeta aveva urgente bisogno di un trapianto renale. Dopo anni di attesa il 29 novembre scorso Mirzeta è stata operata con successo nella clinica universitaria di Padova ricevendo in dono un rene dalla madre, Nura. Lunedì 24 gennaio, nel corso di una conferenza stampa c’è stata l’opportunità di segnalare il caso e spiegare la complessità di una vicenda che, come ha sottolineato il presidente del Comitato d’Intesa Giambattista Arrigoni, "ha visto coinvolta positivamente tutta la comunità veneta. Il risultato è frutto della collaborazione di istituzioni, sistema sanitario e volontariato, tutti hanno fatto la loro parte".

Se dal punto di vista medico l’operazione eseguita dal chirurgo Paolo Rigotti (nella foto in alto) è la riprova dell’avanzamento delle tecniche di laparoscopia e di come oggi l’espianto di organi da persone vive sia una realtà, la vicenda di Mirzeta offre numerosi spunti anche dal punto di vista sociale. Perché l’intervento a Mirzeta (foto sotto) non sarebbe stato possibile senza la Regione Veneto che dal 2001 ha organizzato un dipartimento per le politiche sanitarie internazionali che gestisce un fondo di circa 800 mila euro all’anno destinato alle spese ospedaliere e di farmaci per i sei mesi successivi all’operazione di cittadini extracomunitari.

Il fondo, spiega il direttore del dipartimento Luigi Bertinato, viene attivato su richiesta di un "soggetto proponente".

In pratica sono le associazioni di volontariato sul territorio che devono segnalare il caso, come avvenuto per Mirzeta segnalata dal Comitato d’Intesa di Belluno, e chiedono l’attivazione del fondo per eseguire l’intervento sulla base di relazioni mediche e cartelle cliniche. Una commissione medica valuta l’urgenza e la corrispondenza tra la richiesta e gli scopi del fondo e si esprime. Da luglio 2001 a dicembre 2004 gli interventi sono stati complessivamente 255 (95 nel solo 2004) di 38 diversi paesi. Il 60 per cento dei beneficiari sono bambini, mentre le patologie più frequenti riguardano problemi cardiovascolari.

In realtà, ha spiegato Bertinato, "il fondo è un cofinanziamento, perché copre solo le spese ospedaliere e di farmaci nei sei mesi successivi all’operazione. Tutte le spese di trasporto, alloggio e soggiorno al di fuori dell’ospedale, devono essere coperte dal soggetto proponente". Nella vicenda di Mirzeta è stato il Comitato d’Intesa di Belluno a farsi carico di questa parte di spese, una volta conosciuto il caso attraverso la stampa. Martedì 25 gennaio Mirzeta e la madre rientreranno a casa, a Srebrenic, dove potranno cominciare una nuova vita nella consapevolezza comunque di essere sempre seguite dal punto di vista medico.



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