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Il 5 per mille al Comitato d'Intesa

È tempo di dichiarazione dei redditi, dove poter indicare l'ente a cui devolvere il proprio 5 per mille. Il Comitato d'Intesa è tra i beneficiari: per contribuire all'erogazione di importanti servizi quali lo STACCO, gli scambi europei, il Servizio civile e l'Amministrazione di sostegno, il codice fiscale da indicare è 93001500250.

 

Il Comitato d’Intesa e il Centro di servizio per il volontariato hanno organizzato per sabato prossimo, 5 dicembre alle 11, presso la Casa del Volontariato in via del Piave 5 a Belluno, un incontro con i parlamentari, consiglieri e assessore regionale della provincia di Belluno per informarli delle molte difficoltà burocratiche in cui si dibattono le associazioni bellunesi. Una selva di leggi e adempimenti che mettono in difficoltà i volontari e i responsabili delle organizzazioni di volontariato. Una situazione che il Comitato d’Intesa e il Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Belluno riscontrano nel loro quotidiano rapporto con il mondo del volontariato. Proprio nel corso degli incontri periferici svoltisi nella seconda metà del mese di ottobre, molti presidenti di associazioni hanno espresso la loro preoccupazione circa il carico burocratico a cui le loro strutture sono sottoposte, pur consapevoli che un volontariato che lavora a stretto contatto con utenti e in collegamento con le Istituzioni debba essere attento, formato, e consapevole. In particolare, preoccupano le disposizioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, che equiparano il presidente di una associazione a un datore di lavoro, la legislazione sulla tutela dei dati personali e privacy, l’ imposizione di schemi obbligatori di bilancio, il decreto anticrisi che pone sulle organizzazioni di volontariato una spada di Damocle relativamente alla tipologia di entrate ammissibili, con l’obbligo di invio telematico entro il 15 dicembre del modello Eas. A questo si aggiungono l’obbligo di rendicontazione separata delle somme incamerate attraverso il 5 per mille e l’obbligo di autodichiarare caratteristiche dell’associazione di cui le diverse Amministrazioni dello Stato sono già a conoscenza o la certificazione obbligatoria in capo alle associazioni che prestano servizi in ambulanza.
Su tutti questi aspetti il Comitato d’Intesa e il Csv di Belluno si stanno muovendo, anche in collegamento con la analoghe realtà delle altre province venete e a livello nazionale, ma i nodi da sciogliere rimangono tanti. Per questo Comitato d’Intesa e il Csv hanno organizzato l’ incontro con i parlamentari, i consiglieri regionali e l’assessore regionale della provincia di Belluno per rappresentare loro difficoltà e preoccupazioni ed iniziare un ragionamento condiviso su quanto sopra esposto, allo scopo di trovare soluzione in grado di facilitare l’attività delle associazioni. L’appuntamento di sabato prossimo viene organizzato in concomitanza con la Giornata mondiale del volontariato.



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