"Più confronto e controllo nei Csv"
Parla Silvano Spiller, neo presidente del Comitato di Gestione

Dal 17 di luglio ha assunto la presidenza del Comitato di gestione del Fondo speciale per il volontariato del Veneto (Coge) l'ingegner Silvano Spiller, 57 anni, vicentino, dal 1960 iscritto all'Agesci e da quest'anno anche consigliere nazionale dell'Ana.

Quali sono le linee guida del nuovo Comitato di gestione?

"E' intenzione del Coge ridurre l'attività diretta di gestione del fondo, anche se manterrà l'attività dei bandi a valenza regionale a favore delle associazioni e che gestirà in collaborazione con i Centri di Servizio per il volontariato provinciali (Csv). Infatti nel 2005 la quota spettante alle attività del Coge passa dal 28 al 14%. Inoltre, intendiamo approfondire il sistema di controllo e confronto con i Csv affinché questi possano svolgere al meglio il loro compito di sostegno e supporto delle organizzazioni di volontariato. Scopo del Coge è inoltre quello di stimolare una effettiva attività di rete fra il Coge e i Csv per raccogliere le esperienze più positive. Ciò attraverso un programma di incontri, di verifiche, di confronti".

Come vede la realtà del volontariato nel panorama nazionale, soprattuto nel rapporto con le istituzioni?

"Il volontariato è una risorsa che in Italia è più presente soprattutto nel centro nord. Anche il Veneto è testimonianza di questa cultura della solidarietà, grazie al grande numero di associazioni presenti. Ciò perché per appunto la solidarietà fa parte della cultura locale, sia perché viene trasmessa di generazione in generazione sia perché mettersi a disposizione dall'altro e a favore delle comunità fa parte del patrimonio culturale delle nostre realtà.

Nel rapporto con le istituzioni, il volontariato riesce ad anticipare i vari bisogni, trovando delle soluzioni, elaborando risposte immediate e programmando di conseguenza dei servizi. Il volontariato ha una grande potenzialità e capacità di trovare nuovi spazi per il suo agire. Importante che nel suo agire non venga chiamato solo a fare da supplenza a quelli che dovrebbero essere i compiti delle istituzioni. Da noi, per lo più il volontariato individua i nuovi bisogni, interviene immediatamente, ma poi è capace di coinvolgere e sensibilizzare l'istituzione pubblica ad intervenire adeguatamente".

A suo avviso vanno ridefiniti o definiti meglio i ruoli dei Csv, del CoGe e della conferenza regionale del volontariato?

"Conosco poco la Conferenza regionale del volontariato. Il Coge deve però far sì che le risorse messe a disposizione dalla Fondazioni bancari e a favore dei Csv e quindi delle organizzazioni di volontariato siano utilizzate al meglio. E' fondamentale che le attività dei Csv siano effettivamente a sostegno del volontariato e che ne favoriscano il suo sviluppo. E' però altresì importante che le organizzazioni non si adeguino dato che ora ci sono i servizi e le risorse dei Csv. Ovvio che i finanziamenti sono importanti, ma se un domani dovessero venire meno dato che la normativa può essere anche cambiata, le associazioni non possono essere dipese solo dai sostegni e dai supporti messi in campo dai Csv. Auspico quindi che queste risorse che ora ci sono siano ben gestite, ma che il volontariato non ne diventi dipendente. Infatti le motivazioni del volontariato hanno altre origini e non possono essere di tipo economico. A mio avviso la Conferenza dovrà garantire e promuovere i valori più nobili del volontariato".



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