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Il 5 per mille al Comitato d'Intesa

È tempo di dichiarazione dei redditi, dove poter indicare l'ente a cui devolvere il proprio 5 per mille. Il Comitato d'Intesa è tra i beneficiari: per contribuire all'erogazione di importanti servizi quali lo STACCO, gli scambi europei, il Servizio civile e l'Amministrazione di sostegno, il codice fiscale da indicare è 93001500250.

 

Si terrà sabato prossimo 24 ottobre la prima Giornata nazionale Avo, organizzata dall'Associazione volontari ospedalieri. L'Avo di Belluno allestirà due stand, in Piazza dei Martiri dalle 9 alle 13 e nell'atrio interno dell'Ospedale San Martino dalle 9 alle 16, dove verrà distribuito materiale informativo e si scambieranno informazioni. Come tutte le associazioni di volontariato, anche l'Avo ha bisogno di nuovi iscritti, sia per colmare le inevitabili perdite generazionali sia per far fronte ai nuovi impegni che si prospettano per il futuro, come l'assistenza domiciliare, i centri di ascolto e il trasporto dei malati.
I bellunesi sono quindi invitati ad accostarsi agli stand, ma soprattutto prendere in considerazione l'invito a donare un po' del proprio tempo alle persone malate e bisognose nel conteso dell'Avo.
L'Avo Onlus ha iniziato la sua attività nel 1975 a Milano, da dove si è diffusa rapidamente in tutta Italia e attualmente può contare su 240 sedi e 30.000 volontari. A Belluno l'associazione è sorta nel 1992 per opera di Nina Barcelloni e di un ristretto gruppo di soci fondatori ed oggi conta su 80 volontari, di cui 70 attivi. Attuale presidente è il dottor Piergiorgio Olivieri.
Il fondatore dell'Avo, il professor Longhini, tuttora vivente, era primario di Medicina Generale presso l'Ospedale di Sesto S. Giovanni (Milano), quando si rese conto che i malati necessitavano di un'assistenza umanitaria, oltre che sanitaria. Memorabile ed ampiamente riportato dalla stampa un episodio vissuto direttamente dal professor Longhini: passando una sera in corsia, il medico sentì un malato lamentarsi, perché non c'era nessuno che gli desse un bicchiere d'acqua.
Tutti possono diventare volontari Avo, al termine di un apposito corso di formazione proposto ogni anno e dopo un colloquio con i volontari anziani, alla presenza di uno psicologo. Per diventare volontario attivo è necessario un tirocinio in corsia di 6 mesi e un colloquio finale, nel quale viene giudicato il grado di preparazione per l'esercizio dell' attività. Ogni volontario presta un turno settimanale di servizio di circa 3 ore presso un reparto dell' Ospedale S. Martino (Medicina, Dermatologia, Geriatria, Lungodegenza, Neurologia, Broncopneumologia, Ortopedia, Urologia, Pediatria, Chirurgia) o presso la Casa di Riposo Maria Gaggia Lante di Cavarzano. L'attività dei volontari si compendia in un triplice comandamento: ascoltare, consolare, fare piccoli servizi (imboccare, portare l'acqua, il giornale, spingere una carrozzina). I volontari operano in accordo con gli operatori sanitari, ma non possono operare prestazioni sanitarie, devono astenersi dal distribuire consigli o commenti e sono tenuti al segreto.
L'Avo rivolge quindi un appello a tutte le persone di buona volontà che sentono l'impulso di aiutare il prossimo, per aderire all'associazione fare un'esperienza di volontariato. Il prossimo corso di formazione, il diciannovesimo dalla fondazione dell'Avo bellunese, inizierà il prossimo 27 ottobre e proseguirà per tutto il mese di novembre. Per informazioni e iscrizioni al corso è possibile contattare la segreteria dell'Avo di Belluno, presso l'ex portineria esterna dell' Ospedale S. Martino, aperta il martedì e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30.



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