In evidenza

Box In evidenza - Homepage

Il 5 per mille al Comitato d'Intesa

È tempo di dichiarazione dei redditi, dove poter indicare l'ente a cui devolvere il proprio 5 per mille. Il Comitato d'Intesa è tra i beneficiari: per contribuire all'erogazione di importanti servizi quali lo STACCO, gli scambi europei, il Servizio civile e l'Amministrazione di sostegno, il codice fiscale da indicare è 93001500250.

 

Ruolo politico sì, marchio partitico no
L'editoriale di luglio 2004 firmato da Angelo Paganin

Sono da poco passate le ultime elezioni amministrative ed europee e non posso non nascondere quanto mi abbia sorpreso l’atteggiamento assunto, in modo chiaro ed inequivocabile, da alcune organizzazioni di volontariato, anche importanti e che operano a livello regionale e nazionale, o da persone impegnate da anni in ruoli dirigenziali all’interno delle stesse. Atteggiamenti personali o di organizzazione (ma quando mi muovo nel ruolo che ho all’interno di un organismo, rappresento non solo me stesso, ma anche lo stesso ente), che stridono completamente con quanto in tutti questi anni abbiamo cercato di promuovere e che si può ben riassumere nelle espressioni di Giovanni Sarpellon che, in un suo contributo pubblicato nel numero di novembre 2001 della "Rivista del Volontariato", ha affermato: "il volontariato non deve abdicare alla sua funzione politica…i volontari, invece, vogliono contribuire a costruire un mondo migliore. E vogliono discutere su come debba essere questo mondo migliore: e ciò significa fare politica". Infatti, sono anch’io del parere che il volontariato può e deve dare un proprio apporto all’attuazione delle leggi, ma lo deve fare dal punto di vista del cittadino responsabile ed attivo, e quindi anche libero di agire, denunciare, spingere, promuovere, provocare. Questo lo può fare però soltanto se la sua azione, nei confronti delle istituzioni, è libera. Eventuali convenzioni, accordi o protocolli stipulati con gli enti locali non ne devono vincolare o limitare l’azione. Quante volte abbiamo visto delle organizzazioni non libere nella loro azione, nelle loro denuncie perché impegnate a salvaguardare il rapporto economico instaurato con una istituzione (paura di perdere la convenzione, paura di perdere il contributo). Quante volte abbiamo visto associazioni crearsi dei percorsi preferenziali per ottenere un contributo e quante volte il volontariato è stato strumentalizzato dalla politica? E quante volte il volontariato ha avuto paura di "impegnarsi" anche su temi di politica perché aveva paura di passare per "di destra o di sinistra e quindi perdere la definizione di "apolitico e aconfessionale"? Interagire con gli altri soggetti, affrontare le difficoltà, segnalare le emergenze, promuovere soluzioni, denunciare, creare servizi nuovi, dare risposta alle emergenze scoperte e a quelle emergenti: queste alcune delle attività che fanno parte del ruolo politico del volontariato. Proprio perché al centro delle sue azioni non deve esserci il bene proprio (dell’organizzazione, del volontario), bensì quello del destinatario dei propri servizi. Per svolgerlo al meglio, il volontariato deve però poter essere libero, proprio per poter mantenere e avere al centro delle proprie azioni ed interventi sempre il fine altruistico e la solidarietà. Ma posso considerarmi libero, apolitico e aconfessionale se durante la campagna elettorale mi schiero apertamente per questa o quella coalizione? Se telefono dalla mia sede e a nome della mia associazione per chiedere il voto a favore di un candidato evidenziando quanto fatto nel suo ruolo di sindaco o di assessore, o se invio a tutti i miei associati una lettera nella quale sottolineo i meriti per il lavoro svolto e i risultati ottenuti? E se distribuisco del materiale di propaganda elettorale durante le iniziative promosse dalla mia associazione, se inserisco nel bollettino associativo il programma del candidato, se mi presto ad organizzare eventi di chiara "visibilità pubblica" al candidato in concomitanza con il periodo elettorale sarò ancora libero di svolgere il mio ruolo politico? Quando ho permesso "mettere il marchio" di questo o quel candidato e quindi partito sull’organizzazione che rappresento, se questo vince, forse otterrò dei risultati favorevoli per il periodo nel quale svolgerà il suo incarico amministrativo, ma come sarò visto dall’esterno? Avrò sì un periodo d’oro, dove potrò, forse, portare "acqua al mio mulino", ma poi? E se il candidato da me promosso perde subito, come mi presento di fronte all’avversario eletto? E come mi pongo rispetto alla comunità nella quale agisco? Libero?



CsvInforma

Sfoglia, stampa e condividi il CsvInforma: lo puoi fare comodamente dal tuo pc o dal tuo smartphone!

SFOGLIA >

Volontario anche tu!

Il programma "Csv... volontario anche tu!" vuole diffondere tra i giovani dai 16 ai 20 anni la cultura del volontariato.

SCOPRI >

Laboratorio Inquadrati

Scopri come organizzare laboratori di ripresa e montaggio video, di grafica e animazione. Puoi avere un incontro, proporre un progetto e chiedere un preventivo.

CONTINUA >

Amministrazione di Sostegno

Lo sportello Amministrazione di Sostegno è un servizio fondamentale per proteggere gli interessi (economici, sanitari, giuridici) delle persone fragili.

LEGGI >